sabato 18 marzo 2017

Armocromia - Gli anni d'oro


È tornata l'ora di storia dell'armocromia! Una delle lezioni che chiunque avrebbe voluto frequentare a scuola, assieme a "filosofia di Guerre Stellari" e "applicazioni tecniche di grattini sugli animali". Invece ci è toccata trigonometria..
La prima parte era dedicata alle origini e a come la teoria del colore fu applicata all'estetica, dall'Ottocento agli anni '50. Eccoci ora all'epoca d'oro dell'analisi del colore: gli anni '70/'80.


Tutto ebbe inizio con la tipografia: la stampa a colori aveva raggiunto un'ottima qualità e allo stesso tempo i suoi costi erano scesi; perciò, i libri illustrati erano diventati più economici e più affidabili nella resa delle sfumature. Chiunque avesse studiato un sistema di analisi del colore, cercava di pubblicarlo.
Questi libri si proponevano di aiutare il lettore a trovare le sfumature giuste per avere un aspetto più fresco e attraente, e quasi tutti si basavano sul sistema a quattro categorie, in genere definite dai nomi delle stagioni. Alcune persone rientravano pienamente in una categoria, altre erano al limite tra una e l'altra ma, in ogni caso, si poteva trovare la propria palette di riferimento e stare certi che non sarebbe cambiata nel corso della vita. Insomma, era nata l'armocromia così come la conosciamo.


Ripartiamo dove eravamo rimasti, ovvero da Suzanne Caygill, perché il suo approccio all'analisi del colore, maturato tra gli anni '50 e gli anni '80, è ancora oggi moderno e flessibile, a differenza di altri metodi che risultano più facili da apprendere, ma anche più rigidi.

Una delicata palette "autunno rinascimentale" di Suzanne Caygill

La Caygill pubblicò nel 1980 Color: the Essence of You, in cui già individuava diversi e poetici sottogruppi per ogni stagione. Oltre a questo, non si limitava a valutare colore e tipo di pelle, occhi e capelli, e quanto essi fossero in contrasto tra loro; offriva una consulenza ad ampio spettro, osservando anche la struttura del volto e del corpo, come la persona si muoveva, che carattere e gusti comunicava.
Partendo dalle tavolozze stagionali e modificandole a seconda della personalità del cliente, Suzanne Caygill creava delle palette uniche, che potevano essere usate sia per vestirsi, sia per arredare la propria casa. Il suo lavoro univa in modo affascinante tecnica e sensibilità, teoria del colore ed empatia.


Un nome importante nell'armocromia è quello di Bernice Kentner: il suo Color Me a Season, pubblicato nel 1978, divenne un classico del settore. La Kentner aveva iniziato a lavorare nel 1950 come cosmetologa poi, com'era successo a Robert C. Dorr (pioniere dell'armocromia, citato nel post precedente) e a Suzanne Caygill, aveva approfondito lo studio dell'arte e del colore con la decorazione di interni.


Il suo grande merito è stato individuare nella carnagione l'elemento più importante da osservare, per ottenere un'analisi del colore affidabile. È la pelle a "dire" se una persona è Primavera, Estate, Autunno o Inverno, anche se il colore dei capelli, in genere, attira di più l'attenzione e può sviare verso un'altra categoria. In quel caso, la Kentner parla di "stagione secondaria" e fa l'esempio di una donna Inverno con capelli da Autunno.
Avendo una palette in armonia con la propria pelle, si può scegliere di vestirsi e truccarsi scegliendo da quella tavolozza le sfumature che esaltino i colori di occhi e capelli, ed escludere le tonalità con essi disarmoniche.


Alcuni consulenti d'immagine, per distiguersi e rendere la materia più semplice al lettore, si concentrarono soprattutto sul contrasto tra pelle, occhi e capelli. È il caso ad esempio di Joanne Nicholson e Judy Lewis-Crum, fondatrici della Color 1 Associates, che nel 1986 pubblicarono Color Wonderful 1. Il loro metodo puntava proprio sul contrasto, tanto che i quattro cromotipi da loro indicati non avevano i nomi delle stagioni ma indicavano il livello di contrasto: Muted (attenuato), Gentle (delicato), Light/Bright (chiaro/vivace) e Contrasting (contrastante).


Il nome più celebre di questo periodo fu però quello di Carole Jackson. Esperta di arte e di moda, fondò nel 1974 l'azienda Color Me Beautiful e sei anni dopo, nel 1980, pubblicò l'omonimo manuale, edito in Italia da Gremese come I colori della bellezza. Color Me Beautiful è stato il libro di maggior successo sull'armocromia: ha avuto due seguiti (Color Me Beautiful Makeup Book e Color for Men) e, come la Settimana Enigmistica, vanta innumerevoli tentativi di imitazione.

Per ogni stagione, "trenta colori magici": le palette di Carole Jackson.

Qui si trovano le tavolozze stagionali composte da trenta colori che, assicura l'autrice, donano a tutte le diverse persone appartenenti a ogni stagione. La Jackson, così come la Kentner, s'ispirò alla teoria di Johannes Itten del colore soggettivo, secondo cui gli accostamenti di colore che ci attraggono sono in qualche modo corrispondenti alle tonalità e ai contrasti del nostro viso. E, come la Caygill, considerò anche l'aspetto complessivo della persona, seppure a grandi linee. Con le descrizioni dei tipi "drammatico", "naturale", "sbarazzino", "romantico", "ingenuo" e "classico", accennò alla teoria delle forme e dello stile che David Kibbe approfondì e fece sua nel 1987 con il libro Metamorphosis.

Il successo del manuale di Carole Jackson è dovuto a un approccio semplice, senz'altro un po' schematico ma non rigido, che invita la lettrice a sperimentare, autoanalizzarsi e a ripensare in modo autonomo al proprio guardaroba e al proprio stile. Il suo è stato il primo testo di armocromia che abbia letto, perciò sono di parte nell'apprezzarlo: ci sono affezionata.

L'edizione integrale di Arte del colore di Itten e quella italiana di
Color Me Beautiful della Jackson. Tesori trovati dal "mio tesssoro" bibliofilo.

Dal manuale in poi, la Jackson ha creato un vero impero, tenendo corsi di armocromia e vendendo cosmetici e palette tascabili. In tempi più recenti, pare che la Color Me Beautiful abbia acquisito Color Alliance, un sistema computerizzato che permette di analizzare le sfumature di pelle, occhi e capelli in milioni di possibili combinazioni, individuando ben 372 sottostagioni.
Facciamo un bel respiro... Trecento-settanta-due.

Il discorso sulle sottostagioni ci porta agli attuali sistemi di analisi del colore, introdotti dalla seconda metà degli anni '90 in poi. Ma questa è un'altra storia e si dovrà raccontare un'altra volta. Alla prossima puntata!

sabato 4 febbraio 2017

Ricominciare con Gioia

Gioia Gottini

A gennaio di tre anni fa, ero ancora in pieno blocco creativo (ne ho accennato qui e qui) e avevo passato dei mesi a pensare come reinventarmi. Il chiosco in una spiaggia caraibica non mi ha mai attratta, sentivo invece il bisogno di ampliare i miei orizzonti e imparare cose nuove.

Tramite Stella, la bravissima artista di Organic Brides, sono venuta a conoscenza di un corso dedicato a riconoscere e mettere a frutto il proprio talento. Si chiamava Talent Factory ed era creato e gestito da Gioia Gottini. Una settimana a guardarsi dentro e confrontarsi con perfette estranee, che mi ha messa a dura prova.


È stata un'esperienza che mi ha dato più che una carica: ha segnato una svolta. Da allora, ho iniziato a pensare che fare per professione ciò che amo di più potesse non essere del tutto impossibile. Ho iniziato a frequentare un sacco di corsi inerenti al lavoro in proprio e ho capito che creano dipendenza. Ho iniziato a confrontarmi regolarmente con persone estranee, e chi l'avrebbe detto che questo non mi avrebbe più spaventata tanto?



Dopo Talent Factory, ho iniziato a seguire il sito C+B e le sue fantastiche donne, dove all'epoca scriveva anche Gioia; sono entrata nella Rete al Femminile, ideata guarda caso da Gioia. A volte mi sono sentita un po' una stalker e giuro che non era voluto: trovavo una cosa interessante, e in qualche modo ci entrava Gioia Gottini. Tramite queste realtà, ho conosciuto o ritrovato decine di professioniste preparate e speciali ma, per me, la "femmina alfa" di questo enorme branco allargato è sempre lei, Gioia. Che è piena di idee e di entusiasmo,
ma mai aggressiva o ansiogena; è amichevole, ma riservata; è spirituale e anche concreta.

Uno dei tanti buoni suggerimenti di Gioia: il mensile Flow.

Perché questa sviolinata?
Perché da tempo pensavo all'impatto che hanno avuto nella mia vita alcune persone, Gioia è senz'altro una di queste e volevo ringraziarla pubblicamente. Senza saperlo, ha lanciato nella mia sfera professionale - ma inevitabilmente anche in quella personale - un sassolino che ne ha smosso decine di altri e anche se ogni tanto questo movimento sembra rallentare o arrestarsi, continua. E spero, farò in modo, che questi sassolini continuino a rotolare e a vedere un po' di mondo. Con gioia.

martedì 17 gennaio 2017

Un anno da quarantenne


Secondo l'astrologo Simon & the Stars, ognuno di noi ha un personale Capodanno: il giorno del compleanno. Finisce un anno, si entra in quello nuovo e, ogni tre mesi, si affronta un passaggio, un "cambio di stagione". L'idea è interessante e Simon, come sempre, ci prende parecchio. Ecco com'è andato il mio primo anno da quarantenne.

È stato anche il primo anno da consulente colore, professione che si è aggiunta all'illustrazione e alla sceneggiatura. Non è stato sempre facile e non ho raggiunto tutti i risultati personali e professionali che desideravo, ma non mi lamento. Ogni stagione ha portato qualcosa di bello e quasi in ognuna ho seguito un corso interessante.


Inverno
La stagione degli inizi.
Ho seguito i consigli delle ragazze della Rete al Femminile e ho aperto il mio account Instagram. All'inizio non pensavo che lo avrei portato avanti a lungo, invece... Continuo a preferire Pinterest ma scorrere Instagram è un'ottima alternativa, quando dimentico il libro da leggere in metro.
Sul finire dell'inverno, ho frequentato un corso sul progetto colore organizzato da Il Ladro di Fragole che fortunatamente mi ha fornito delle nozioni in più e ancor più fortunatamente ha confermato ciò che avevo imparato in vent'anni da autodidatta.
La vera novità è che la Befana mi ha portato le prime clienti per l'armocromia. Finalmente ho potuto mettere a frutto il kit professionale per l'analisi del colore e le bellissime schede progettate da Arianna! E non importa se avevo già analizzato quasi tutte le mie amiche dal 2000 in poi: quando ho accostato i drappi al viso della prima cliente, mi tremavano le gambe. Dopo, nonostante il riscontro molto positivo, ho avuto per giorni la terribile sensazione di aver sbagliato tutto. Pensavo che in seguito questa reazione sarebbe passata. Ah! Ansiosa e pure illusa!

Illustrazione preferita della stagione: La Benedizione del Grembo.


Primavera
La stagione creativa.
Grazie all'invito dell'Associazione Italiana Studi Tolkieniani, è stata la stagione delle mostre: a Roma, nell'abito della manifestazione AmArte, e a Nemi (RM), per Il Medioevo attraverso Tolkien. Avevo già affrontato questa prova l'anno prima, così ero meno terrorizzata dal disegnare in pubblico. Ma ho continuato a portarmi le pastiglie di Ansiosil nell'astuccio dei colori, non si sa mai.
Oh, e poi a primavera sono diventata madrina, con tanto di viaggio in Belgio per conoscere la piccola Felies. Che magari meritava una madrina più materna, ma tant'è. Questione di fortuna, Felies!

Illustrazione preferita della stagione: Buon compleanno, Anne Frank!


Estate
La stagione dell'uscire allo scoperto.
Ho seguito un corso di trucco, con tanto di attestato! Si è trattato di un seminario sul trucco minerale organizzato dalla bioprofumeria Il Posto Bio con la brava e simpaticissima Giulia Cova, truccatrice professionista e art director di Alkemilla. Avere a che fare seriamente con i "colori per il viso" è stato realizzare un piccolo sogno di ragazzina.
Questa è stata la stagione delle prime clienti a distanza: nonostante le mie remore, ho ceduto alle richieste e lanciato le consulenze colore online. Le ragazze che ho analizzato ne sono ancora contente, per fortuna! E una di loro mi ha attesa per mesi, prima di incontrarmi di persona a Parigi, dove l'òmo e io siamo andati in vacanza. Niente bagaglio a mano: avevo una settantina di drappi e trucchi vari da trasportare. Prendere il metrò da sola, orientarmi in percorsi sconosciuti con il kit nel trolley per un pomeriggio di lavoro all'estero è stata una sensazione davvero strana. Chi l'avrebbe mai detto, due anni fa?
E chi l'avrebbe detto che mi sarei fatta fare un servizio fotografico? Vedermi in foto mi fa l'effetto dell'aglio sui vampiri. Arianna, smesse i panni da grafica e indossati quelli da fotografa, è stata molto paziente. E brava, ma questa non è una novità, come si può notare dalla sua pagina AB something.

Illustrazione preferita della stagione: Rheagar Targaryen.


Autunno
La stagione del ritorno.
Per buona parte dell'autunno, non ho avuto molto lavoro ad eccezione dei pezzi che scrivo per i giornali per bambini. Naturalmente mi sono demoralizzata e ho pensato di aver sbagliato tutto, perché l'ansia è uno stile di vita e io lo porto avanti con dedizione!
Per risollevarmi, sono tornata con più consapevolezza a ciò che mi rende felice, ovvero disegnare. Ed ecco che, "per caso", ho letto di un seminario organizzato dalla Scuola d'illustrazione di Scandicci con il grandissimo Roberto Innocenti. E anche se l'idea di andarci mi ha fatta vergognare parecchio, con la spinta di òmo e sorella ho fatto per due giorni la pendolare tra Roma e Firenze. Ogni minuto passato col Maestro e gli altri partecipanti ha ripagato ampiamente le alzatacce mattutine e i treni del rientro sempre in ritardo.
E poi, la gioia: la fine dell'autunno e l'inizio dell'inverno mi hanno portato un lavoro insolito e graditissimo, come decoratrice di confezioni natalizie per un importante marchio di profumi. Settimane passate di giorno a scrivere Sissi o in giro per impegni familiari e burocratici, e di notte a dipingere scatole di cartone, con in sottofondo le tre serie di Boris e un paio di film a tenermi compagnia, fino alle 3, le 4:30. Disegnando non sentivo la stanchezza, ma al mattino... Ho messo più che mai a frutto le nozioni del corso di trucco!

Illustrazione preferita della stagione: La bambina lupo, ancora da finire.


Come se non bastasse, durante quest'anno sono andata più volte a Radio2, con le mie amiche Arianna e Manuela, per assistere al Ruggito del Coniglio, di cui sono un'ascoltatrice da sempre. Roar!
E ora, dài, 41... stupitemi!