giovedì 3 agosto 2017

Analisi del colore interiore: cos'è?


Chi mi conosce sa che sono ipercritica con me stessa e di rado rimango davvero soddisfatta del mio lavoro: nonostante m'impegni sempre al massimo, in genere penso che avrei comunque potuto fare di meglio, o fare prima o, se proprio non ho nulla da rimproverarmi, mi vengono in mente troppo tardi (cioè, dopo aver finito e consegnato un lavoro) dettagli che avrei potuto realizzare diversamente.

Pensate quindi il mio stupore quando, dopo aver fatto la prima analisi del colore interiore su una cliente, mi sono sorpresa a pensare: "Ma questa cosa è una FIGATA!". Perché un conto è progettare - anche minuziosamente - un servizio, un altro è metterlo in pratica su un'altra persona. Stavolta, la pratica ha di gran lunga superato la teoria.

Come accennavo nel post precedente, mi è stato chiesto tante volte se l'analisi del colore armocromatica avesse a che fare con la personalità. Da un lato, la risposta è "no"; sincera ma, forse, deludente. D'altro canto, l'armocromia è solo una delle tante applicazioni della teoria del colore, che comprende anche vasti studi sulla simbologia e la psicologia dei colori stessi, ed è proprio questo che mi affascina maggiormente.

Tutto pronto per iniziare l'analisi!

Così, ci ho pensato a lungo e mi sono detta che valeva la pena ideare un'analisi che partisse dal colore per esplorare l'interiorità di ognuno e che tornasse al colore con dei consigli specifici sulle sfumature da cui trarre beneficio. Un test che scrivo con serietà, ma che propongo in modo giocoso, perché non è proprio il caso di farlo sentendosi sotto esame!

Ne è venuta fuori un'analisi in due parti, una psicologica e una energetica. La prima, ispirata alla versione più accessibile del Test dei Colori di Max Lüscher, è di fatto un'analisi della personalità, che rivela quali sono i desideri e le paure che ognuno di noi si trova ad affrontare. Nella seconda, invece, si va a capire quali punti energetici - i cosiddetti Chakra - hanno bisogno di un occhio di riguardo e di essere aiutati con l'uso mirato dei colori e della cristalloterapia*.


Perché, all'atto pratico, questo servizio mi ha sorpresa?
Perché confrontando e interpretando i dati raccolti con il test psicologico e quelli del test energetico, ho visto che tutto si incastrava con una precisione maggiore di quella immaginata, in un quadro sfaccettato ma coerente. Anzi, non l'ho visto, l'ho sentito. È stata proprio questa inaspettata sensazione di pancia a sorprendermi e a farmi capire che ero sulla strada giusta. Cosa più importante, anche la cliente è stata contenta e incuriosita dal risultato.

A differenza dell'armocromia, quella del colore interiore non è un'analisi definitiva, non si fa una tantum, perché la nostra carnagione non cambia, ma il nostro mondo interiore sì, assieme alle nostre aspirazioni e difficoltà. È quindi un test che si può ripetere nel futuro, per verificare di volta in volta di quali colori e quali pietre si ha maggiormente bisogno.
Se l'analisi del colore interiore si accompagna a quella armocromatica, poi, i consigli sui colori e le gemme da indossare saranno ulteriormente personalizzati, per armonizzarsi con la tavolozza ideale della persona.

Al lavoro su una scheda di analisi del colore interiore.

L'analisi del colore interiore fa per te se...
  • Vuoi sempre scoprire qualcosa in più su di te, infatti fai ogni test della personalità che trovi in Rete;
  • Desideri fare un check-up ai tuoi Chakra, perché sospetti che qualcuno di essi non si stia dando abbastanza da fare;
  • Credi che le gemme siano qualcosa di più di un bell'ornamento e vuoi sapere quali sono quelle davvero adatte a te;
  • Desideri arricchire l'analisi del colore armocromatica, per unire l'estetica all'interiorità.

Non fa per te se...
  • I concetti di "energia", "Chakra" e "cristalloterapia" t'innervosiscono o ti fanno sentire a disagio.
  • Pensi che l'analisi del colore interiore ti aiuterà a superare dei traumi o a guarire da dei malanni. No, questo test non sostituisce una terapia, di nessun genere. Può senz'altro aiutarci a sentirci meglio con noi stessi, ma io sono un'esperta di colore, non un medico. E credo nel valore della preparazione scientifica, perché la razionalità e la spiritualità non sono affatto nemiche!

* Ok, ok, ho troppi interessi e sono dispersiva eclettica. Nell'autunno del 2013 mi sono regalata un corso di cristalloterapia con l'esperta Fufi Sonnino, per approfondire la mia passione per le pietre. Mi capita spesso che amiche e conoscenti mi chiedano quali gemme usare per il loro benessere e, con questo servizio, posso suggerirle anche a te!

Ti è venuta la curiosità di provarlo?
Puoi prenotarlo scrivendomi a simona.calavetta@gmail.com
e qui trovi il listino prezzi. Ti aspetto!

mercoledì 21 giugno 2017

Non solo armocromia: le mie nuove analisi del colore


«Ma questa cosa dei colori, ha che fare anche con la personalità?»

Mi è stato chiesto tanto volte, da diverse clienti o aspiranti tali, e ogni volta ho risposto onestamente di no, l'armocromia è un'applicazione della teoria del colore puramente estetica. Certo, vedersi più belli può migliorare la percezione di sé e l'autostima, e non è poco, ma queste sono le sue uniche implicazioni psicologiche. Insomma, io non sono Autunno Profondo perché corrispondo a una certa personalità, ma perché la mia carnagione ha un sottotono caldo, il contrastro tra capelli, occhi e pelle è molto marcato e, soprattutto, tra i tanti colori che mi stanno bene la maggior parte sono quelli della palette Autunno Profondo. Punto.

Però un po' mi dispiaceva deludere quella che mi è parsa un'aspettativa. Magari, da quelle poche ore di analisi del colore, qualcuna desiderava uscire non soltanto soddisfatta della nuova luce che le sfumature giuste hanno dato al suo viso, ma anche sorpresa nell'aver scoperto qualcosa in più sul proprio mondo interiore.

Allora ho pensato. Prima d'inciampare nell'armocromia, leggendone su una rivista di moda nella seconda metà degli anni '90 (unico periodo in cui compravo spesso delle riviste di moda), mi ero già innamorata della teoria del colore, degli aspetti simbolici e degli effetti psicofisici che i colori hanno sulla maggior parte di noi.
Perciò, perché non accontentare le persone che desiderano sia conoscere le tonalità che le valorizzano, sia esplorare se stesse attraverso il loro rapporto con i colori?

«Mi piace il trucco che mi hai fatto! Chissà se saprò rifarlo...»

Ecco un'altra osservazione che ho sentito spesso, nonostante le mie rassicurazioni in merito.


Così, da oggi le mie analisi del colore cambiano.
Si arricchiscono di una componente psicologica che, attraverso il gioco e i gusti personali, può dare delle indicazioni utili a comprendersi un po' di più e ad aiutarsi con la cromoterapia. Indicazioni da abbinare alla propria tavolozza armocromatica, ovviamente!
In più, offro a chi lo desidera la possibilità di ricevere uno schema con un esempio di trucco personalizzato, da usare come traccia per fare pratica a casa. Perché truccarsi è come dipingere: alla base c'è la teoria, ma la resa finale è data dalla pratica.

In entrambi i casi, potremo sentirci comodamente via e-mail (simona.calavetta@gmail.com) oppure darci appuntamento su Skype, così potrò rispondere a ogni dubbio e curiosità in diretta, guardandoci negli occhi e magari facendo due risate, sempre indispensabili.
Naturalmente resta in vigore l'analisi del colore pura e semplice, da fare online, per ricevere la palette della propria stagione e la scheda di consigli personalizzati su come utilizzarla. E per chi vuole tutto e anche di più, per regalarsi (o regalare) un paio d'ore di relax e coccole, c'è il pacchetto completo!

Trovate le mie nuove offerte alla pagina Analisi del colore, e per qualsiasi dubbio o informazione aggiuntiva, scrivetemi nei commenti o in privato; sarò felice di spiegarvi tutto nel dettaglio!

mercoledì 14 giugno 2017

Armocromia - L'analisi del colore oggi


La storia dell'armocromia diventa... attualità!
Nel primo post dedicato a questo tema abbiamo sorvolato un secolo e mezzo, in cerca delle origini dell'analisi del colore; nel secondo, siamo tornati al suo periodo d'oro, gli anni '70 e '80; qui arriviamo finalmente ai metodi attualmente in voga d'intendere l'armocromia.

Gli ultimi decenni sono stati caratterizzati soprattutto dal fiorire delle sottostagioni. Quattro categorie cromatiche, infatti, non soddisfacevano più chi non si ritrovava del tutto nella propria tavolozza ma desiderava comunque avere una precisa palette da seguire.

Dodici stagioni

La rivoluzione in tal senso è datata 1995, quando Mary Spillane e Christine Sherlock pubblicano in Color Me Beautiful’s Looking Your Best la loro idea di Flow Seasonal Theory, portando le stagioni da quattro a dodici.
Come funziona questa suddivisione? Ogni stagione ha tre variazioni della medesima tavolozza, date delle "contaminazioni" di una stagione nell'altra, che ne rafforzano gli aspetti in comune: il calore della Primavera e dell'Autunno, la freddezza dell'Estate e dell'Inverno, la luminosità della Primavera e dell'Estate, l'intensità dell'Autunno e dell'Inverno, la vivacità della Primavera e dell'Inverno e la morbidezza dell'Estate e dell'Autunno.


Così, dalla Primavera che vira verso l'Estate abbiamo la Primavera Chiara; verso l'Autunno, la Primavera Calda (o Assoluta); verso l'Inverno, la Primavera Brillante.
Dall'Estate che vira verso la Primavera abbiamo l'Estate Chiara; verso l'Autunno, l'Estate Soft; verso l'Inverno, l'Estate Fredda (o Assoluta).
Dall'Autunno che vira verso la Primavera abbiamo l'Autunno Caldo (o Assoluto); verso l'Estate, l'Autunno Soft; verso l'Inverno, l'Autunno Profondo (o Scuro).
Dall'Inverno che vira verso la Primavera abbiamo l'Inverno Brillante; verso l'Estate, l'Inverno Freddo (o Assoluto); verso l'Autunno, l'Inverno Profondo (o Scuro).

Il sistema a dodici stagioni ha permesso a molte persone di comprendere meglio i loro colori, non a caso questo è oggi probabilmente il sistema di analisi del colore più diffuso.


Sedici stagioni

Negli ultimi anni - almeno dal 2012 - Ferial Youakim ha brevettato The Universal 4x4 Color System, che si basa con più rigore sulla teoria del colore di Albert Henry Munsell. Come sintetizzato nel primo post di questa serie, Munsell classificava i colori in base alla tonalità (Hue, il colore vero e proprio), alla luminosità (Value, più chiaro o più scuro) e alla saturazione (Chroma, più o meno puro).
La Youakim ha lavorato proprio sui vari gradi di purezza dei colori in rapporto al "croma" delle diverse carnagioni, cioè quanto queste siano valorizzate o meno dai colori puri. Il risultato è stato la declinazione di ogni tavolozza stagionale "pura" in versione leggermente schiarita, cioè con un'immaginaria aggiunta di bianco (tinted), scurita con un tocco di nero (shaded) o smorzata da un velo di grigio (toned).


Le sottostagioni, in tal modo, sono passate da dodici a sedici:
Primavera Brillante (Pure), Chiara (Tinted), Chiara Soft (Toned) e Assoluta (Shaded);
Estate Assoluta (Pure), Chiara (Tinted), Soft Chiara (Toned) e Soft Profonda (Shaded);
Autunno Assoluto (Pure), Soft Chiaro (Tinted), Soft Profondo (Toned) e Profondo (Shaded);
Inverno Brillante (Pure), Assoluto (Tinted), Profondo Soft (Toned) e Profondo (Shaded).

Questo sistema si è affermato rapidamente, rispondendo alle esigenze di chi non trovava la propria palette ideale nemmeno con tre varianti per ogni stagione.


Verso l'infinito e oltre!

È recentissima - se non sbaglio dell'anno scorso - un'ulteriore evoluzione delle sottostagioni, a opera di Lora Alexander e del suo ColorBreeze System. La Alexander si concentra sulle sottostagioni "soft", immaginando le varianti di colore sporcate da differenti toni di grigio, più freddi o più caldi (tendenti al marrone), più chiari o più scuri. Nel suo sistema, illustrato da uno schema che richiama in modo vintage quello di Munsell, le sottostagioni diventano addirittura ventidue!


Varianti della Primavera: Chiara, Calda, Brillante, Sunlit Soft e Dusty Soft;
Varianti dell'Estate: Chiara, Fredda, Sunlit Soft, Dusty Soft, Toasted Soft e Smokey Soft;
Varianti dell'Autunno: Caldo, Profondo, Sunlit Soft, Dusty Soft, Toasted Soft e Smokey Soft;
Varianti dell'Inverno: Brillante, Freddo, Profondo, Toasted Soft e Smokey Soft.

Vi gira la testa? Lo capisco. E pensare che, come accennato nel post precedente, è stato creato anche un sistema computerizzato, il Color Alliance, che riesce a individuare 372 sottostagioni...


Ritorno alla semplicità

Ma le nuove tendenze dell'armocromia non stanno solo nella parcellizzazione delle tavolozze stagionali che, diciamolo, possono essere tanto utili quanto complicate. Un approccio interessante è quello del sarto e costumista Alan Flusser, che nel suo Dressing the Man (2002) si basa su due regole semplici ed efficaci:

1) Il livello di contrasto tra pelle e capelli deve riflettersi nel livello di contrasto tra i colori dell'abbigliamento.
Ad esempio: una persona dalla pelle chiara e capelli e occhi scuri sarà valorizzata da abiti con colori molto constrastanti, mentre una persona dalla carnagione dorata, capelli biondi e occhi nocciola starà meglio in monocromatico;

2) I colori della pelle, capelli e occhi dovrebbero essere ripresi nei colori del vestiario più vicini al viso.
Ad esempio: l'abbinamento giusto per una persona dal viso color pesca, occhi azzurri e capelli castani è una camicia color pesca, una sciarpa azzurra e una giacca dello stesso marrone dei capelli.


Questo sistema è stato ripreso e approfondito da David Zyla nel suo Color Your Style. Secondo Zyla, la tavolozza di riferimento per ognuno si trova... nel proprio corpo. E in particolare si compone di otto colori, tre di base e cinque che esprimono l'essenza di una persona.

Colore di base 1: formale, la versione soggettiva del nero; si trova osservando il cerchio scuro intorno all'iride.
Colore di base 2: serio ma non troppo formale, la versione soggettiva del marrone; è la sfumatura più scura del colore naturale dei capelli.
Colore di base 3: casual, la versione soggettiva del khaki; è la sfumatura più chiara del colore naturale dei capelli.

Essence: il colore più delicato, versione soggettiva del bianco, il color pelle che armonizza con il palmo della mano.
Romantic: il colore appassionato, il rosso personale, quello delle guance quando si arrossisce o le si pizzica gentilmente.
Dramatic: il colore che attira gli sguardi, la versione soggettiva del blu, quello che si vede osservando le vene sul polso.
Energy: il colore che dà la carica quando ci si sente giù è quello della parte più scura dell'iride, ma non del cerchio attorno.
Tranquil: il colore che rasserena è quello della parte più chiara dell'iride.

Che ne dite, vale la pena provare?

Foto dal sito BestDressed.us

Bene, spero che questo viaggio nella storia dall'analisi del colore sia stato interessante per voi quanto lo è stato per me. Per motivi di spazio e di difficoltà nel reperire dati utili, ho dovuto omettere alcuni nomi che, nel loro piccolo, hanno contribuito a rendere l'armocromia ciò che è oggi. Se avete delle aggiunte o delle rettifiche, approfittate spudoratamente dello spazio per i commenti!