mercoledì 17 agosto 2016

La Benedizione del Grembo


Che cos'è la Benedizione del Grembo?
Si tratta di una meditazione collettiva proposta periodicamente e su scala mondiale dalla formatrice Miranda Gray, con l'intenzione di armonizzare le energie femminili.
Non avrei mai detto che mi sarebbe piaciuto partecipare a un'iniziativa del genere perché, pur essendo una persona spirituale, sono molto razionale e tendenzialmente scettica. Se non vedo, sento o percepisco, non credo. Questo è stato uno di quei casi in cui l'esperienza è stata forte, mi ha dato un senso di benessere inatteso e sorprendente, tanto da convincermi a continuare. E questa illustrazione nasce proprio dopo una delle Benedizioni Mondiali del Grembo.


Come ho raccontato qui, per molti anni la mia attività di illustratrice è stata relegata ai ritagli di tempo, quando mi capitava di ricevere una commissione o voler partecipare a un concorso. Avevo perso l'abitudine di disegnare solo per il piacere il farlo.
Mesi fa, avevo appena concluso la visualizzazione della Benedizione Mondiale del Grembo, quando l'immagine che mi si era faticosamente formata nella testa (sono scarsa in visualizzazione, sarà per questo che non sono stata ammessa a Hogwarts) è rimasta lì, insistente. Se fossi stata Alice nel Paese delle Meraviglie, avrei potuto leggere chiaramente la didascalia: "Disegnami".


E allora, infischiandomene per una volta degli altri impegni (che sono sempre più urgenti di ciò che serve "solo" a noi stessi), ho iniziato a disegnare ciò che avevo visto. Il disegno a matita è venuto così, di getto, come anche l'idea di usare, per il primo strato di colore, un vecchio pennello da cipria, troppo scadente per il viso ma interessante da usare su carta.
Con quelle setole così fitte, ha aspirato un'intera vaschetta d'acqua colorata e, in un batter d'occhio, ha coperto tutta la superficie del foglio. In questa fase, ho cercato di concentrare il blu intorno alla figura umana, per non colorare troppo le tre sfere luminose, corrispondenti alla luna piena, al chakra del cuore e a quello della radice.

Il lupo-umarell controlla come procede il lavoro.

Il colore steso col pennellone ci ha messo un bel po' ad asciugarsi del tutto; era fine febbraio e il clima non aiutava. Così, ho proseguito nell'illustrazione poco per volta, quando potevo, quando sentivo il bisogno di concedermi anche solo cinque minuti di colore. In fondo, non avevo nessuna fretta.


L'acquerello può essere una tecnica immediata o molto lenta, quasi meditativa.
Quale sia il mio approccio... forse è facile intuirlo. Ho più DNA in comune coi bradipi, che con gli scimpanzé.
A un certo punto, la carta non ne ha potuto più di strati di colore: ha iniziato a fare le macchie e quasi a macerarsi. Forse non era un granché. Ma è stato utile anche questo, per dire a un certo punto: basta così.
Ho riposto gli acquerelli e preso le matite colorate, per definire i contorni e completare i piccoli dettagli con precisione. Qualche tocco di acrilico bianco è servito a illuminare i frutti rossi, nati dal grembo della donna, e il mare e il cielo che ha dentro.


Per saperne di più sulla Benedizione Mondiale del Grembo, si può leggere questo link o rivolgersi a una Moon Mother, come Ilaria Ruggeri.

Materiali utilizzati:
  • Carta sconosciuta. Uno dei diversi fogli sciolti che conservo in una cartellina;
  • Acquerelli Winsor & Newton;
  • Pennelli tondi Winsor & Newton medio e piccolo, e Da Vinci n. 8 e n. 1, per i dettagli in acrilico;
  • Matite colorate extra-morbide: Karisma Colour Pencils;
  • Matite colorate dure: Caran D'Ache Prismalo I Aquarelle;
  • Acrilico Maimeri Polycolor 018 - bianco di titanio;
  • Le basi: matita HB, temperino, gomma e gommapane;
  • Tocco di classe: vecchio pennello da cipria.

mercoledì 3 agosto 2016

Il principe di Rocca del Drago


Un giorno, il principe Rhaegar trovò in una pergamena qualcosa
che cambiò la sua vita. Nessuno sa cosa, con esattezza, ma, una mattina,
il ragazzo apparve all’improvviso nel cortile degli addestramenti
mentre i cavalieri indossavano le armature. Si presentò a ser Willem Darry,
maestro d’armi della Fortezza Rossa, e disse: “Ho bisogno
di un’armatura e di una spada. Sembra che io debba diventare un guerriero”.


In cerca d'ispirazione e di arpe celtiche.

Ecco un disegno fatto su richiesta, una richiesta al volo, alla fine di una manifestazione. Rhaegar Targaryen è un personaggio continuamente evocato nelle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco di George R.R. Martin, che deve averlo costruito per creare il principe perfetto. Quasi fiabesco, se non fosse per la brutta fine, tipica delle creature martiniane.
Per immaginarlo, sono partita dall'ombra del drago, l'animale simbolo della casata Targaryen. E visto che, prima di diventare un guerriero, Rhaegar era uno studioso e un musicista, ho pensato di ritrarlo in una posa pensierosa, con la sua arpa in una mano e la spada nell'altra. Stavo proprio lavorando su di lui, mentre mi facevano le foto per il blog!


Per questo disegno ho usato le matite colorate. Il che significa: matita HB per il bozzetto, pastello abbastanza duro per i contorni e pastelli morbidi per la colorazione. E Google Immagini davanti agli occhi, per studiare le forme delle piccole arpe, prendere spunti per le armature (quella che ho disegnato è un mix fra l'armatura romana e le armature medievali) e cercare ispirazione nella bellezza perfetta e malinconica del giovane Paul Newman. Se si sogna, meglio farlo in grande.


La fase di lavorazione che mi è piaciuta di più è stato il tracciare i contorni definitivi. Non sempre mi capita di realizzare un tratto così morbido e confesso di essermi un po' innamorata del disegno proprio quando era in questo stadio. Tanto che, colorandolo, ho avuto la brutta sensazione di rovinarlo.

Colonna sonora? Il Trono di Spade,
ovviamente. Meravigliosa!

Non è stata solo una sensazione, all'inizio.
Ho avuto la malaugurata idea di scegliere delle matite che non utilizzavo da tempo, che hanno delle sfumature splendide e una mina morbidissima. Troppo morbida. Il risultato iniziale è stato quindi una colorazione a macchie, come quella dei pastelli a cera o a olio. Addio, tratti fluidi!
Che fare? Ho ripassato i pastelli extra-morbidi con altri dalla mina morbida e dura e i contorni con un pennarello a punta fine color ocra, quasi sanguigno. Del resto, il motto Targaryen è "fuoco e sangue"...

Per i piccoli dettagli, come mio solito, ho usato materiali poco nobili ma funzionali: penna biro rossa e bianchetto. Et voilà, il Principe di Rocca del Drago è servito. Il ragazzo che me l'aveva commissionato è stato contento e io con lui!


Materiali utilizzati:
  • Carta schizzi Ursus da 120 g;
  • Matite colorate extra-morbide: Karisma Colour Pencils;
  • Matite colorate morbide: Faber-Castell Colour Grip;
  • Matite colorate dure: Caran D'Ache Prismalo I Aquarelle e Fila Giotto naturale;
  • Pennarello: Faber-Castell PITT artist pen S;
  • Le basi: matita HB, temperino, gomma e gommapane;
  • Tocco di classe: Bic rossa e bianchetto!

martedì 26 luglio 2016

Quattro anni di blog


Eccomi poco più di quattro anni fa, quando, dopo dubbi e ripensamenti, iniziavo a prendere la rincorsa per compiere una serie di cambiamenti nella mia vita. Uno dei passi è stato aprire questo blog. Il passo più semplice, tutto sommato, nonostante la timidezza.

Volevo mettermi alla prova, condividere ricordi ed esperienze e mostrare un po' di disegni, con tanto di processo di lavorazione. Nel 2007, la mia amica Cristina di ByLuinel mi aveva regalato un portfolio dal sapore fatato (oggi un po' vintage, infatti lo trovate qui a lato con il nome di "Una gallery fuori moda"). Però, desideravo un sito che persino io, capra tecnologica, potessi aggiornare ogni volta che lo desideravo, senza abusare del tempo altrui.
Mi ero già fatta le ossa su Blogger, con le preziose istruzioni di Cyberluke, per portare avanti il blog che ha preceduto il sito dell'Associazione Romana (poi Italiana) di Studi Tolkieniani. Così, chiamai il mio spazio Segni e Disegni e lo descrissi come un "blog d'illustrazione e riflessioni in libertà".

E tale è stato, tra il reportage del viaggio letterario in Inghilterra e la pubblicazione di qualche estratto della mia tesi di laurea, con Jane Austen a fumetti. Poi il blocco creativo con la scrittura, il desiderio di cambiare e la paura di farlo... infine il salto come libera professionista, per mettere a frutto non solo le mie competenze da illustratrice ma anche quelle sul colore, acquisite in vent'anni di studio e pratica appassionati.

Grazie, vecchia intestazione. Ti ho voluto tanto bene.

A proposito di colori.
Fino a ieri, questo blog è stato verde. Verde salvia, color acqua, sfumature tenere che si abbinassero al disegno di Baccadoro, a cui sono particolarmente affezionata. L'intestazione la creai con poca tecnica e tanto affetto, assemblando diversi disegni. In seguito, al verde si è unito il rosa, che occhieggiava dai link. Verde e rosa, i colori di cui ho sentito un gran bisogno nel periodo dei cambiamenti. Verde e rosa, i colori del chakra del cuore.

Sarebbe stato più logico scegliere colori solari, che ispirassero il coraggio. Invece, i colori che cercavo indicano che avevo bisogno di un abbraccio, non una spinta. Un «Lo so che hai paura» anziché un «Vai e spacca tutto!», che con me funziona poco.

Vale la pena rifletterci:
cosa vogliono dirci i colori di cui sentiamo il bisogno
e che magari scegliamo per rappresentarci? 
Parliamone nei commenti.

Per me, quelli appena passati sono stati quattro anni cruciali.
Oggi il blog ha assunto una nuova veste, essenziale, come se ripartissi dal foglio bianco, sotto lo sguardo curioso e un po' schizzato della mia adorata civetta. Naturalmente ha anche nuovi colori, meno protagonisti ma un po' più decisi. Forse in questo influiscono i quarant'anni miei, più che i quattro del blog!